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Archivio notizie

06/05/2018

Teatro per tutti all'Elfo Puccini di Milano

Sabato 19 e domenica 20 maggio una rappresentazione speciale dell'Otello con audiodescrizione e sovratitoli per persone con disabilità visive e uditive. Un progetto per l'inclusione promosso da AIACE Milano

Teatro per tutti all’Elfo Puccini di Milano. L’appuntamento è per sabato 19 (alle ore 20.30) e domenica 20 maggio (alle ore 16) con una rappresentazione speciale dell’Otello di Shakespeare con audio descrizione e sovratitoli per persone con disabilità della vista e dell’udito. Questa speciale rappresentazione è possibile grazie al progetto “Teatro senza barriere” promosso da AIACE Milano.

Inoltre, 60 minuti prima degli spettacoli, sarà possibile partecipare alla visita tattile sulla scena. Il tour partirà dal foyer del teatro sabato 19 maggio alle ore 19:30 e domenica 20 maggio alle ore 15:00. Durata: 30 minuti circa. Gli accompagnatori dei non vedenti possono partecipare.

Teatro senza Barriere è il nuovo progetto ideato da AIACE Milano e sostenuto da Fondazione Cariplo, con lo scopo di rendere accessibile il teatro anche a spettatori non udenti e non vedenti nella stessa sala con persone normodotate. L'iniziativa, grazie all'esperienza maturata con la conosciuta e consolidata rassegna cinematografica "Cinema senza Barriere", ideata nel 2005 da AIACE Milano per la direzione di Eva Schwarzwald e Romano Fattorossi, offre una nuova espansione al concetto di accessibilità culturale.

Per le persone con disabilità l’ingresso è gratuito, mentre per gli accompagnatori il prezzo è di 3,5 euro a persona. Le persone con disabilità visiva devono prenotare le cuffie per l’audiodescrizione al momento della prenotazione del biglietto. Le cuffie verranno poi ritirate all’ingresso in sala. I posti sono limitati, pertanto è obbligatoria la prenotazione contattando AIACE (tel 02.462094; mail  info@mostrainvideo.com) oppure il Teatro Elfo Puccini (tel 02.00660606; mail biglietteria@elfo.org). Per maggiori informazioni visitare il sito di Teatro senza barriere

Lo spettacolo
Ha ancora senso, oggi, mettere in scena l’Otello di William Shakespeare? Per Elio De Capitani e Lisa Ferlazzo Natoli, la risposta è sì. “Mettere in scena Otello oggi -spiegano- è un modo per fare i conti con la singolare attrazione che la vicenda del Moro esercita in tutti noi, come un congegno misterioso messo lì per innescare una risposta emotiva sui presupposti ideologici e i fantasmi dell’inconscio collettivo con cui una società costruisce i propri parametri, proiettando  fuori di sé, sullo straniero, tutto ciò che ha di inconfessabile: moralismo puritano, voyeurismo sessuale e sessuofobia, per dare fondamento e giustificazione alla propria xenofobia, alla misoginia e alle tante forme di intolleranza sociale e privata di cui si compone”